UBS e Lyxor: le novità del mercato ETF italiano

Rientro dalle vacanze e tempo di novità sui mercati, che nella prima settimana di agosto hanno ripreso l’attività consueta, accompagnati da una nuova disponibilità di strumenti.
Se il settore degli ETF ha sortito particolare successo nel corso degli ultimi anni (specie col boom dei paesi emergenti e lo scoppio della crisi finanziaria), l’apprezzamento per tale tipologia di fondi da parte degli investitori pare non essersi ancora affievolita, trovando strumenti sempre più diversificati e atti a soddisfare singole esigenze.

La nuova proposta di UBS

Mentre Lyxor ha proseguito nel suo progetto di ampliamento degli strumenti finanziari disponibili a Piazza Affari, con il lancio di un ETF replicante le 30 maggiori banche dell’Eurozona (9 italiane), dall’altro lato, UBS ha portato in Borsa Italiana il primo Exchange Traded Fund multi asset, che permette di posizionarsi contemporaneamente sulle principali categorie finanziarie quotate di tutto il mondo. Dal comparto azionario a quello obbligazionario, passando attraverso liquidità e commodity: UBS-Etf MAP Balanced 7 Ucits ETF (http://www.trend-online.com/etf-borsa-italiana.html) è un fondo armonizzato alla normativa europea e replica la strategia Map, Multi asset portolio, frutto della ricerca e dell’innovazione di UBS.

Un passo in avanti per l’Italia

L’ingresso di tale prodotto, al pari dell’ETF lanciato da Lyxor, costituiscono un passo in avanti per la finanza italiana, ancora arretrata dal punto di vista dell’esperienza in materia di strumenti derivati e strutturati. L’ETF MAP Balanced 7, nello specifico, pondera il rischio d’insieme suddividendolo tra le quattro categorie prima citate ed arrivando a toccare un livello massimo di volatilità pari al 7%. Alla base della strategia Map, UBS ha inoltre posto il presupposto che ogni differente asset class contribuisca in maniera analoga alla volatilità d’insieme dello strumento, così da creare un ETF bilanciato nell’esposizione (con rischiosità media). Per via dell’inclusione di categorie quali quella azionaria e quella delle commodity, tuttavia, dal fondo rimane scoperto il rischio di cambio (euro/dollaro).

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